Deutsch
English
Français
Ελληνικά
Italiano
Español
Português

Exergia: utilizzo ottimale dell’energia

L’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico è indubbiamente della migliore qualità. Si tratta infatti dell’unica tecnologia in grado di produrre energia con un’altissima percentuale di sfruttamento, priva di emissioni, svincolata da problemi logistici e praticamente priva di manutenzione. Ciò nonostante il potenziale del fotovoltaico è lungi dall’essere sfruttato completamente. Il fotovoltaico non è soltanto una componente del guscio di una calcolatrice tascabile, ma oggi - soprattutto - un materiale da costruzione affidabile ed efficiente per edifici, tetti e facciate. Questa applicazione tecnologica consente all’utente finale di poter sfruttare direttamente l’energia prodotta, affrontando le problematiche energetiche di un edificio come se si trattasse di un elettrodomestico. Solo attraverso lo sfruttamento diretto dell’energia solare, l’utente finale riesce ad ottimizzare la qualità dell‘energia.

Questa qualità dell’energia è definita tecnicamente exergia. Si tratta cioè di quella parte di energia prodotta, da utilizzare direttamente senza sprechi: anziché immettere l’energia fotovoltaica nella rete di distribuzione (che tipicamente funge da accumulatore remoto) - secondo l’exergia - per l’utente finale è più conveniente utilizzare l’energia direttamente dove viene prodotta, senza sprechi nella rete, quindi in modo ecologico e redditizio.

Fino ad oggi in gran parte dei paesi si è ricorso, per motivi organizzativi, all’immissione nella rete, in realtà più inefficiente, rimborsando l’energia fotovoltaica prodotta. Si tratta di una metodologia con un’efficienza alquanto ridotta, ma purtroppo obbligata: non vi era infatti in un primo momento un’alternativa alle grandi centrali, che avrebbero dovuto incentivare il mercato. Si ragionava esclusivamente in termini di fornitura centralizzata, non attraverso reti o utenti in grado di produrre autonomamente l’energia per il proprio fabbisogno. Gli „Smart Meters“, cioè i contatori digitali, immessi sul mercato recentemente, dovrebbero invece consentire un migliore collegamento con le fonti di produzione di energia alternativa apparentemente incostanti (quali l’energia eolica e fotovoltaica) e ridurre così le perdite, i costi e i picchi nelle reti di fornitura.

Questo modo di affrontare il problema è sì sostanzialmente corretto, ma va soprattutto a vantaggio del gestore della rete. L’utente può reagire a determinate fasce di fornitura e alle tariffe applicate, soltando accendendo o spegnendo i propri apparecchi.

Le perdite sulla rete rimangono e l’utente inoltre continua ad acquistare la propria energia sul libero mercato a prezzi sempre più elevati, mentre l’incentivo per l’immissione in rete dell’energia prodotta rimarrà invariato almeno per i prossimi vent’anni. Di conseguenza ne deriva che l’interessato pagherà sul lungo periodo un prezzo più alto per l’energia acquistata dalla rete rispetto all’incentivo per l’energia che immette nella rete stessa. Sarebbe più logico e conveniente gestire direttamente ed autonomamente l’approvvigionamento di energia elettrica. La fornitura di corrente dalla propria rete elettrica, precisamente dalle unità fotovoltaiche poste sul tetto della propria abitazione alla lavatrice nel bagno, è la rete più corta che si possa immaginare. L’utente può decidere direttamente come ottimizzare la fornitura di energia elettrica e gli apparecchi finali. Anche le perdite da conversione possono essere sfruttate in modo intelligente, ad esempio per produrre calore.

A tutto ciò va aggiunto che già da tempo sono venute meno le carenze di cui era spesso stato accusato il fotovoltaico. I costi diminuiscono continuamente, in diversi paesi europei viene anche incentivato l’utilizzo privato dell’energia fotovoltaica e lo scambio energetico sul posto. La tecnologia di immagazzinamento è stata migliorata e si prevedono ancora importanti evoluzioni. A questo si aggiunge una nuova rete gestita direttamente dall’utente: la mobilità elettrica, cioè l’automobile elettrica. Grazie alla capacità d’immagazzinamento mobile, si può scambiare corrente tra gli edifici e fare rifornimento di corrente fotovoltaica presso le centrali solari. Utopia? No. Queste soluzioni sono già state prese in considerazione dalla grande industria, che ha scoperto nuovi mercati di vendita e di scambio.

systaic è l’unico fornitore di tecnologia fotovoltaica leader sia nel settore della mobilità che dell’integrazione negli edifici e nella costruzione di parchi solari. Il nostro lavoro è sempre volto a migliorare lo sfruttamento di una valida fonte energetica: il sole.

Roberto Zattoni
Direttore Amministrativo systaic Italia srl

 
Real Time Web Analytics